I vantaggi della multivacanza

Convenienza della formula Multivacanze rispetto a quella della Multiproprietà

Come noto la nostra società vende sul mercato settimane con la formula a tessere 3MMultivacanze Mare Monti illustrata nel sito www.multivacanze.it. Tale formula di regola non prevede l’atto notarile bensì la fornitura di garanzie alternative fino alla fidejussione bancaria. Per gli “appassionati” di atti notarile, tutti concentrati in Italia, quelli cioè che considerano il “time sharing” un acquisto e possesso di beni reali, invece che l’acquisizione di un diritto a periodi di vacanza, noi, pur non condividendo tale impostazione, non escludiamo la possibilità di accontentarli, dando però loro la possibilità di farli a 10 o più anni, a scelta del cliente, pagando un 20% in più, pari al costo del notaio. Praticamente gli imponiamo un periodo di meditazione per convincerli a non fare l’atto notarile.
La non convenienza di fare l’atto notarile dipende dal difficilissimo mercato della rivendita delle settimane in seconda mano di multiproprietà. Il fondamentale motivo è che sarebbe troppo costoso sia per il venditore (dovrebbe svendere il proprio acquisto per i motivi che vedremo) sia per l’intermediario (dovrebbe sopportare degli elevati costi organizzativi della vendita ,assolutamente sproporzionati al valore dell’incarico).
Spieghiamo meglio. Nel campo della multiproprietà le commissioni da pagare alla rete di vendita, fino al 35%, sono circa dieci volte superiori a quelle che si pagano normalmente ad intermediari nel campo immobiliare tradizionale. Questo per tre motivi fondamentali:
1. perché le difficoltà di vendita sono maggiori e quindi sono richieste più elevate professionalità (conoscenza del meccanismo di scambi, dei luoghi da vendere, delle regole di comunione, complessità dei contratti ecc.) che hanno quindi maggiori pretese;
2. perché la campagna promozionale è molto difficile e costosa per l’elevato numero di persone da contattare e tale costo è normalmente a carico della rete di agenti. Un appartamento viene venduto anche a cento e più acquirenti e non in blocco ad uno solo!
3. perché di regola le provvigioni sono inversamente proporzionali al valore unitario delle unità da vendere. E quindi, quando un cliente persona fisica compra una multiproprietà, essa è già in partenza svalutata di almeno un terzo (corrispondente al costo della rete di vendita, del notaio e dell’IVA) e quindi, se la si vuole rivendere, si parte subito da una sua svendita.
Ma se rivendere una settimana non è conveniente per il multiproprietario lo è ancor meno per l’intermediario (da qui la difficoltà di reperire materialmente chi se ne occupi). Ed infatti per vendere delle settimane di multiproprietà bisogna innanzitutto disporre di una propria organizzazione di agenti. Ora, il costo per la creazione di una tale organizzazione (reperimento e mantenimento di agenti, spese pubblicità, spese di locali ad uso uffici di vendita ecc.) è elevato e conviene solo quando l’offerta di prodotti da parte del proprietario è vasta e concentrata (tanti appartamenti in poche località). Quindi le stesse reti di vendita, quelle appositamente attrezzate per l’ attività nel campo della multiproprietà, si rifiutano di ricommercializzare le settimane di multiproprietà per l’ antieconomicità di studiare il prodotto e organizzare delle campagne di vendita ad hoc per singoli prodotti e bassi valori. Quelle che poi propongono via Internet o telefonica le rivendite,  carpendo abusivamente gli elenchi dei possessori, lo fanno solo per illudere i malcapitati facendosi pagare anticipatamente delle commissioni per un’attività che quasi sempre non va a buon fine.
In conclusione la verità è che la multiproprietà non è un immobile da rivendere ma un “buono” o un diritto di godimento di una vacanza, scambiabile a mezzo dei circuiti RCI o Interval International. Questo è il concetto internazionale del “Time Sharing” deformato da una mentalità tutta italiana di voler possedere un bene, anche in quota parte, invece di goderselo senza vincoli. Qual è il valore di una multiproprietà usata? E’ direttamente proporzionale all’attualizzazione della differenza tra il prezzo di affitto delle settimane compromesse ed i loro costi di gestione, tenendo in debito conto l’affidabilità dell’amministratore della Comunione e il relativo Regolamento. relativi a detta settimana. Praticamente il prezzo di un buon acquisto effettuato deve recuperarsi, in termini di risparmio vacanza, nel giro di una quindicina d’anni e, nel caso si volesse rivendere tale diritto di girare il Mondo, la strada migliore sarebbe quello di trovarsi da solo un acquirente, normalmente un parente o un amico, senza pagare onerose commissioni ad alcuno. Se poi si è fatto un cattivo acquisto in partenza (località non qualificate e alti costi di gestione ) il valore della multiproprietà sarebbe nullo e l’atto notarile un vincolo che impedirebbe persino di regalarle a terzi.
Noi, proprio perché siamo seri, non ci interessiamo di rivendite, al massimo potremmo fare degli scambi con nostre settimane disponibili o inserire gratuitamente le offerte nelle nostre apposite rubriche nel sito www.compusato.it
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